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La sua storia con il rugby ha inizio in un modo molto semplice così come lo è lei.
Un giorno,tornando a casa,suo fratello poco più grande dice alla madre di voler intraprendere questo sport come tutti i suoi amici.La mamma allora portò entrambi i figli in pineta proprio lì dove si giocava a rugby.L'allenatore di quella squadra,con molta tranquillità,disse che se voleva poteva giocare anche lei.....da qui comincia un rapporto stupendo e ricambiato di passione e dedizione tra Michela e il rugby!
Come accade spesso anche in altri sports,fino all'età di tredici anni si è allenata e ha giocato con i bambini i quali non sempre accettavano la sua presenza o meglio la sua bravura......
Da quando ha conosciuto questo sport gli si è dedicata completamente,facendo tutto in sua funzione perchè ci credeva e ci crede ancora che l'avrebbe ripagata di ogni sforzo e di ogni sacrificio regalandole il sogno di ogni sportivo.....la nazionale!
Inizialmente non pensava tanto a che tipo di sport fosse,si impegnava esclusivamente a giocare e a migliorarsi ma poi piano piano ha cominciato a vedere e a pensare al rugby come ad uno sport speciale,l'unico in grado di riuscire a trasmettere a chi lo pratica sensazioni uniche.
Il rugby per Michela è passione,un susseguirsi di emozioni,di momenti vissuti su un campo a confrontarsi con gli avversari,anche se in questo sport non esistono avversari bensì persone che lottano per lo stesso scopo....una meta in più dell'altro.Il rugby è fratellanza....IL RUGBY E' VITA!!!
Tutto ciò parlando con lei è vivibile e si capisce che il rugby le ha insegnato molto,in primis a rispettare chi le sta di fronte,ad essere sempre umile,e le ha dato anche l'opportunità di conoscere il mondo.A questo proposito ci sono due tappe nella vita di Michela che l'hanno aiutata a crescere:le esperienze in America con il Bean Town di Boston e a Londra con il Richmond.Ascoltarla mentre racconta di queste sue due avventure si rimane incantati per la gioia e per la carica che riesce a trasmettere.Giocare lì per lei è stato davvero uno spettacolo,il rugby è molto più sviluppato,ci sono moltissime squadre e il livello di gioco è di gran lunga più alto.Lontana da casa,dagli amici è dovuta crescere in fretta e si è dovuta saper adattare subito per sopravvivere.......
Ad oggi lei e il rugby sono ancora un tutt'uno e alla domanda:"Fino a quando giocherai?" lei con garbo sorride rispondendo:"Bella domanda.....giocherò fin quando il mio fisico me lo permetterà" confermando ancora una volta il suo amore per il rugby dandosi fino in fondo come sempre.
I suoi obiettivi futuri sono i prossimi mondiali in Sud Africa...sarebbe un sogno magnifico,afferma,giocare il mio quarto mondiale lì e poi....quale passerella migliore per smettere con il rugby che è stato la mia vita?!?
Beh a questa straordinaria ragazza con ancora tanta grinta e passione il miglior augurio perchè il suo sogno si avveri